Il nuovo Rapporto AlmaLaurea 2025 conferma che la laurea in Infermieristica si posiziona ai vertici dell’efficacia occupazionale in Italia. Con un tasso di occupazione dell’89,1% a un solo anno dal titolo (in crescita rispetto all'85,1% del 2024), il settore sanitario si dimostra capace di assorbire i neolaureati con una rapidità sorprendente: la ricerca del primo impiego si conclude mediamente in soli 1,8 mesi.
Qualità del lavoro e soddisfazione professionale
L'integrazione nel mercato non è solo rapida, ma anche coerente con il percorso di studi. Il 98,2% degli occupati svolge una professione strettamente legata alla laurea, con un indice di soddisfazione molto alto (8,1 su una scala di 10). L'88,9% dei professionisti dichiara inoltre di utilizzare quotidianamente in misura elevata le competenze acquisite durante il percorso accademico, che ha una durata media di 3,9 anni.
Retribuzioni e Gender Gap
Sul fronte economico, la retribuzione mensile netta media si attesta a 1.745 euro, con un leggero incremento rispetto all'anno precedente. Tuttavia, il rapporto evidenzia un persistente gap di genere: nonostante le donne rappresentino il 79,1% dei laureati, percepiscono mediamente 1.728 euro contro i 1.804 euro dei colleghi uomini.
Nuovi trend: l'ascesa della libera professione e il settore privato
Un dato significativo riguarda la modalità di impiego. Sebbene il tempo indeterminato sia in crescita (52,4%), si nota un forte dinamismo verso forme di lavoro più flessibili: Libera professione: il 7,1% dei laureati sceglie di aprire la partita IVA, preferendo l'autonomia e lo spirito imprenditoriale al tradizionale "posto fisso" . Settore Privato vs Pubblico: nel primo anno post-laurea, il settore privato prevale (54,0%)rispetto a quello pubblico (41,8%). Formazione: si registra un calo nelle iscrizioni immediate alle lauree magistrali (solo il 6,8%), una scelta dettata principalmente dall' attesa per l’attivazione delle nuove magistrali cliniche.
Le ombre: denatalità e "fuga di cervelli"
Nonostante l’ottima performance del settore, il "sistema Italia" presenta criticità strutturali che preoccupano per il futuro. Secondo i dati Istat 2026 citati nel rapporto, il Paese soffre di una cronica carenza di laureati (31,6% contro la media UE del 44,1%) e di un calo demografico senza precedenti, con un minimo storico di 1,14 figli per donna.
A questo si aggiunge la mobilità verso l'estero: nel 2024 l'Italia ha perso 21.000 giovani talenti in tutti i settori, spinti dalla ricerca di retribuzioni più competitive e migliori opportunità di carriera. Sebbene tra gli infermieri la mobilità estera a un anno dal titolo sia attualmente limitata allo 0,6%, la tenuta del sistema sanitario nazionale dipenderà dalla capacità di rendere il mercato interno più attrattivo di fronte a queste sfide globali .
Maggiori info:
www.almalaurea.it







